Il 6° posto a Jerez de la Frontera nell’ultima gara del Mondiale 2026 è senza dubbio un risultato di grande soddisfazione per Marco Gaggi, soprattutto considerando le difficoltà che il giovane pilota fanese si è trovato ad affrontare nella neonata categoria della Superbike. All’ottavo Round di questa prima edizione della Sportbike, che ha sostituito la Supersport 300, il testimonial del Comune di Fano si presentava d’altronde rinfrancato dalla velocità espressa dalla nuova Yamaha R7 già nel precedente appuntamento iridato di Cremona. Il ventiduenne portacolori del Team BrCorse di Arcore (MB) ha anche di che recriminare per quanto accaduto in gara 1 sulla storica pista andalusa, dove una caduta dopo un contatto subito ha vanificato il promettente 5° tempo ottenuto nella Superpole di qualificazione. <In quest’ultimo round siamo andati davvero forte
e onestamente non me l’aspettavo, anche se sapevamo che quella era una pista dove avremmo potuto far bene – rivela lo stesso Marco Gaggi, al suo miglior piazzamento stagionale – Avevamo infatti qualche dubbio, ma siamo stati performanti sin dalla Superpole e poi gli unici capaci in gara 1 di infilarsi in una Top 10 monopolizzata dalle Kawasaki. Peccato, però, che mi abbiano fatto terminare nella ghiaia. In gara 2 invece ce la siamo giocata dall’inizio alla fine, tirando fuori anche quell’aggressività che forse mi è un po’ mancata nel resto della stagione. Merito comunque anche del lavoro fatto sulla moto, che sentivo proprio in mano: la mettevo dove volevo e sono riuscito a compiere molti più sorpassi del solito. Insomma, bastava poco per andare a podio visto che ho chiuso ad appena 3 decimi dal 3° posto>. Per lui l’annata si è pertanto conclusa a quota
64 punti, che lo hanno collocato in 15ª posizione assoluta nella graduatoria di un’edizione del Mondiale ricca di incognite, iniziata come detto in salita e un po’ raddrizzata strada facendo grazie all’impegno suo e del Team. <E’ stata indubbiamente un’annata intensa, di grande crescita sia a livello personale che del team – osserva il numero 43 – Abbiamo lavorato tantissimo, partendo parecchio indietro nelle prime gare. Però ci siamo rimboccati le maniche tutti, nel bene e nel male siamo sempre stati uniti e alla fine, comunque, curando ogni minimo dettaglio per cercare di sfruttare il 130% di quello che avevamo, siamo arrivati a essere abbastanza performanti con una moto che, sulla carta, in realtà non lo è. Quindi è stata sicuramente una stagione che è servita tanto a ognuno di noi, importantissima per me per crescere come persona e come pilota e preziosa per il prosieguo del mio percorso>.

Marco Gaggi sul circuito andaluso di Jerez per un finale in crescendo nel Mondiale 2026
Si chiuderà questo weekend sul circuito spagnolo di Jerez de la Frontera la settima stagione iridata per il pilota fanese Marco Gaggi, la prima nella


